“Pippi Calzelunghe” di Astrid Lindgren Recensione

Se c’è una persona che più dell’Ikea urli “Svezia” è proprio una simpatica bambina dalle treccie rosse che si trasferisce a Villa Villacolle, che ha uno strano cavallo a pois e una scimmietta di nome Sig. Nilsson.
Dal trasloco, fa amicizia con i vicini un po’ rigidi Tommy e Annika, diligenti a scuola e sempre ben vestiti.
Ma capita che Pippi indossi una calza marrone e una nera, che abbia un papà pirata e che dorma con i piedi sul guanciale.
Il suo nome è Pippilotta Pesanella Tapparella Succiamenta, per tutti appunto Pippi.
Leggere il romanzo di Astrid Lingren all’alba dei miei non ancora compiuti 32 anni ha significato diverse cose:
-che non voglio perdere, come sempre dichiarato, il mio lato fanciullesco;
-che ci si può divertire leggendo qualcosa di semplice ma non per questo stupido;
-che adoro più che mai il Grande Nord;
-che piangerei come una dissennata se dovessi trovare e poi perdere un’amica come Pippi;
-che capitolo dopo capitolo, potrebbe essere la favola della buona notte che leggerò ai miei bambini quando si materializzeranno.

Da dove proviene questo libro: un mio acquisto alla libreria Feltrinelli del Centro Commerciale Portello
Perché consiglio questo libro: lo consiglio per tornare bambini, ricordandosi della spensieratezza del mondo. La pagina finale poi è sognante e malinconica. Quando chiuderete il libro, chiuderete con la vostra infanzia.

VALUTAZIONE:

 

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